
Berlioz è nato nel 1803 a La Côte-Saint-André, dove ha iniziato gli studi musicali, manifestando una precoce inclinazione per la composizione. Nel 1822 è stato inviato a Parigi dal padre per studiarvi medicina, ma ha frequentato poco l'universita, diventando invece assiduo del teatro d'opera e della biblioteca del conservatorio, dove si dedicava allo studio delle partiture di illustri operisti, specialmente di Gluck e di Spontini. Nel 1826 si è iscritto al conservatorio, dove è stato allievo di Lesueur, il creatore di uno stile grandioso, di massa, volto alla ricerca di effetti nuovi, che lo ha iniziato alle sue teorie sulla musique hypocritique, la musica a programma, scritta per rappresentare oggetti di contenuto poetico, letterario, pittorico, mediante imitazioni onomatopeiche o mediante simboli tematici corrispondenti.
Questa forma, che infrangeva le antiche leggi ed era libera dagli schemi tradizionali, intendeva esprimere con la maggiore fedeltà possibile un'idea, una fantasia, un'immagine letteraria o un'azione. Nel 1830 Berlioz ha composto la Symphonie fantastique, un poema sinfonico, secondo il termine coniato da Liszt, caratterizzato da un'assoluta libertà strutturale, da una predilezione per elementi timbrici d'effetto e dalla frequente presenza di motivi conduttori evocanti personaggi o significati ricorrenti, che intendeva descrivere con mezzi musicali, in una trama romanzesca.
Il musicista, nel frattempo aveva anche iniziato un'intensa attività pubblicistica, ha vinto il Prix de Rome e ha soggiornato nella capitale italiana nei due anni successivi. Nel 1831 Berlioz ha composto Lelio ou Le retour à la vie, un monodramma lirico per recitante, coro e orchestra.
Le novità strumentali e formali mostrano che Berlioz cercava una dimensione musicale fantasmagorica, intrisa di elementi descrittivistici, capace di rappresentare idee, drammi o conflitti umani. Anche la sua vita, peraltro, ha avuto un carattere tumultuoso, passionale e tormentato, che si rispecchia nella musica.